Colloquio.

sabato 13 dicembre 2008



Salve. Prego si sieda.

-Oh grazie.

Di niente. Il minimo che possa fare è offrirle una sedia. Ma prego, ora andiamo al sodo: mi dica, cosa l'ha spinta ad interessarsi a questo posto?

-Ah ecco vede...come avrà capito io sono già stato scritto.

Beh si, questo lo vedo bene. Qui sul suo curriculum leggo che lei ha molta esperienza nel suo campo.

-Hihi, "molta esperienza"! Così mi fa arrossire! Diciamo che sono stato scritto tempo fa. Parecchio tempo fa.

Si dunque, aspetti. Ecco qui, lei era...



-Un Acheo.

Ah si ecco: "Interpretazione di soldato Acheo nell'Iliade di Omero".

-Si, è stato terribile...

Terribile?

-Terribile. Lei non ha veramente idea di cosa sia essere il personaggio di un poema cantato. Essere una comparsa insignificante, narrato solo in quei pochi versi in cui interpreto la mia morte. Vedere solo per un momento le facce stupite del pubblico dell'Aedo, mentre racconta di come mi trapassò il ferro nemico. E poi essere scritto, ma scritto per essere dimenticato, essere letto poche volte, sempre di meno.

Oh si è terribile, capisco. E' quindi per questo che vuole proporsi per questo Romanzo?

-Si, proprio così. Dedicherò anima e corpo (per quanto non abbia nè anima nè corpo) alla sua Storia, e mi assenterò soltanto quando dovrò essere letto nell'altro scritto.

Spero che questo non influisca sul suo rendimento nel Romanzo...sarebbe intollerabile.

-Ah no, questo non sarà affatto un problema, glielo assicuro. Non ha veramente idea di quanto Omero venga letto poco! Il più delle volte poi mi saltano sempre, passano da una riga all'altra leggendo a spizzichi e bocconi, e di morti nell'Iliade ce ne sono tanti. Quasi non mi si nota! Già, quasi non mi si nota. Non interesso molto al lettore. Non mi fraintenda, non è colpa mia, è la parte che mi è stata assegnata ad essere veramente riduttiva. Ho sempre ritenuto di avere un grande potenziale, e sono molto contento che qualcuno come lei se ne sia finalmente accorto. A proposito, se non sono indiscreto...quale sarebbe la mia parte? Mi accontento anche di un ruolo umile eh, per carità!

Dunque, lei è il maggiordomo. A pagina 2 lascia cadere il vassoio per terra e grida "Al ladro!", dopodichè le sparano e muore. Ritengo che lei abbia i requisiti adatti, no? Il curriculum...ehi dove va? Mi lasci il tempo di....Cristo, ho appena fatto rimettere i cardini nuovi a quella porta!
Accidenti, ma che hanno oggi tutti?
Vabbeh. Seguendo la scaletta ora tocca alla donna delle pulizie in un tema di narrativa di un tal Francesco Pisano di quinta elementare, speriamo che non sia anche questo un megalomane.
Avanti il prossimo!













-Nicolò Di Bernardo-

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L'educazione è d'obbligo, l'allegria la benvenuta


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