A Te.

mercoledì 19 maggio 2010



Grazie, giustizia.
E scusami, scusami a nome di tutta l'Italia.
Sei stata picchiata, maltrattata...in tanti hanno parlato in tuo nome, si sono spacciati per tuoi portavoce, mentre tu rimanevi muta, imbavagliata nell'angolo più buio dove pochi riuscivano a vederti, nessuno a sentirti.
Muta mentre chissà cosa pensavi, cosa avresti voluto dire...davanti a te tutti incitano e adorano una falsa divinità, una Giustizia che non esiste, che non sei tu, abilmente vestita e truccata, simile nel portamento, nel sorriso. Ma non tu.
Muta.

Chissà cosa pensi, mentre ladri di polli vengono condannati a morte sotto gli occhi di uomini ingordi di potere, occhietti infimi, cravatta stretta.
Chi ti ha seviziata sotto i riflettori, e ad applaudire chi ti ha lasciata seviziare.
Muta, mentre l'Italia si sgretola tra le mani dei ciechi, le parole ronzano in grossi sciami, intontendo i vecchi, le famiglie...i bambini. Dalla radio, dai giornali, dagli schermi luminosi sempre accesi, colazione pranzo e cena. Parole che si accavallano, si scontrano, si negano l'un l'altra e si riconfermano, non importa cosa dicano, ma che coprano i tuoi strepitii, quel mugolio che emetti con tutto il fiato che hai in gola.
Scusami se non posso liberarti, sfiorarti con una carezza, anche se vorrei, credimi lo vorrei.
Chi ti nota in quell'angolino non riesce ad avvicinarsi, a farsi spazio tra la folla che preme, grida, applaude e preme ancora, e non riesce a gridare, perchè le parole sono così forti che non riesce più a sentire neanche il proprio pensiero.
Non riesce più a pensare.
E si gira, guarda il palco..ascolta quel che sente.
Applaude.
Non c'è cuffia che resista, i tappi per le orecchie non sono venduti, li hanno tolti dal commercio.
E poi, tapparsi le orecchie non basta.
Prima o poi farò anche io la fine degli altri sai? Mi girerò, e se non lo farò mi ci costringeranno loro. Ma finchè ho mente, finchè penso, combatterò, griderò, piangerò anche se nessuno sente. E così come hai fatto oggi, anche se ti davano per perdente, dovrai fare ancora domani, perchè lo farai, vero Giustizia?
Combatti, ti prego.
E scusaci.









-Nicolò Di Bernardo-

1 commenti:

Anonimo ha detto...

I love it! Continua così nico :)

Sara

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L'educazione è d'obbligo, l'allegria la benvenuta


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