Dando Aria alla Bocca.

martedì 9 novembre 2010


-Fermiamoci qui, ragazzo.
Qui, sulla cima del monte, qui dove l'azzurro del cielo è così vicino che quasi lo si può toccare (grande inganno).
Domani tutto questo sarà privato.
Ma di chi è, l'aria?
Non riesco a non pensare che così come i nostri nonni sono vissuti con l'acqua libera e se la sono lasciata strappare, imbrigliare, intubare, ora noi, nati respirando, vedremo l'aria morire della stessa morte, imbottigliata e soffocata.
L'aria, inconsistente salvezza, inodore, insapore, incolore, impalpabile ed intoccabile, sarà presa ed imbottigliata.
L'aria, portatrice di vita sulla terra, indispensabile sott'acqua e nel cielo per gli animali come per gli uomini.
L'aria, migliore amica dell'uomo più del cane, più dell'uomo stesso (se mai ha trattato sè come si tratta un amico), sarà soffocata. Presa ed imbottigliata.
L'aria, necessaria per tutti, ma da domani, in vendita per chi può.

Da sempre l'uomo vive di quello che ha attorno, da un po' meno lo colonizza, lo compra, lo conquista, lo sottrae, lo strappa, lo marchia a fuoco.
Da un po' meno, ma sempre da troppo.
Ma in tutto questo un briciolo di buonsenso c'era, il buonsenso di mantenere libero ciò che merita rispetto, ciò che serve a tutti, non ai ricchi, non ai potenti, non ai capricciosi o a chi vuole sempre troppo, non a chi ha pretese troppo ambiziose, a meno che non sia troppo ambiziosa quella di vivere.

Lo è, ragazzo?
Comprate una casa più calda, marchiate un paio di pantaloni, vendete un mobile, rubate pure un'idea, ma non toccate l'acqua, non l'aria, no.
Così era. E ora?
Se l'aria non è meritevole di essere di tutti, cosa lo è? Cos'è di nostro diritto, cosa ci spetta, ragazzo?
Compreremo raggi di sole in lattina, lacrime surgelate, amore liofilizzato, felicità in pillole? La felicità sarà di chi potrà permettersela? Sarà di chi avrà la ricetta, o di chi avrà un buon spacciatore, uno con prezzi convenienti?
E dove lo troveremo, un surgelatore grande abbastanza per tutte le lacrime?

Sembra follia, eppure le lacrime, il sole, da sempre sono gratis, sono di tutti. Non sarebbe sembrato folle ai nostri nonni anche l'idea d'imbottigliare l'aria? Eppure eccoci qui.
Ma qual è il problema? Perchè avviene tutto questo?
Il suo essere vento che stacca le foglie, che accarezza le colline, che smuove le nuvole e schizza di acqua salata le navi mercantili, il suo essere quiete e uragano, il suo essere semplicemente aria, esistente da sempre e per sempre, condizione della vita di tutti e tutto, non l'ha salvata, no.
Il suo essere generosa da sempre con onesti ed assassini, senza alcun pregiudizio, prestandosi loro e donando vita, per riposarsi un poco tra le foglie degli alberi e poi ritornare nell'enorme ciclo che domina tutto, non l'ha salvata ragazzo! Perchè?
E' forse proprio questo il suo problema, la generosità.
Quel che è gratis è di tutti, e quel che è di tutti, inevitabilmente non è di nessuno, non è così?
Dunque prima di entrare nella mia piscina mi faccio una doccia, ma nel fiume butto immondizia a quintali.
E così anche per l'aria. Nel giardino di casa non voglio odori, ma la mia industria fuma, fuma come un gigante turco.
Non è follia questa?
Così, rifiuto dopo rifiuto i torrenti sono diventati rigagnoli neri, ed ora il cielo, blu e rosso, non è che un grande telo nero teso costantemente sui nostri capi, tanto che per vederlo, questo blu, questo rosso, bisogna arrivare fin qui, con tre ore di camminata.
Tre ore!
Tre ore di cammino per vedere le stelle, che continuano, da lontano, a mostrarsi con cortesia. Perchè ci precludiamo questo spettacolo? Ce ne vergognamo? O forse temiamo quel che non controlliamo, perchè non possiamo nè comprarlo nè venderlo, e non poterlo fare per noi è inferiorità, e ci fa sentire come uno spillo nell'immensità del cielo?
Accidenti, mi sto distraendo, parleremo dopo di stelle.
Dove eravamo rimasti, ragazzo?
Già, l'inquinamento.

Nessuno ha mai provato a vendere ghiaccio al polo (anche se coi tempi che corrono ora farebbe affari d'oro), nessuno venderebbe aria se ce ne fosse.
Ma ora che abbiamo perso anche quella, l'aria acquista valore, batte il petrolio al barile, e così la nostra stupidità porta a tutto questo. Lo sapevamo. Ce l'avevano detto. Ci avevano detto "l'aria non è infinita, prima o poi mancherà anche a voi!". E noi non li ascoltavamo, i fricchettoni, respiravamo, perchè l'aria non poteva certo mancare. Come poteva finire, dopotutto? Non sarebbe mancata certo a noi. Magari, al limite, a qualcun altro. E poi c'erano gli alberi, che con la loro fotosintesi, ci avrebbero lasciati al sicuro, dico bene?

Quant'era bella, la fotosintesi.
Eravamo tranquilli, eravamo sereni.
E poi, tranquilli e sereni, abbiamo abbattuto l'ultimo albero, per costruire l'ennesima ciminiera.
E qual è, il risultato?
Uomini in giacca e cravatta che si contendono pezzetti di cielo non tanto per tutelarlo, quanto per ricavarne una fortuna. L'aria batte l'oro al grammo (come fanno a pesarla non me lo chiedere).
Ma qual è questo valore, ragazzo? Qual è il valore della vita? Ci venderanno anche quella, magari in confezioni formato famiglia, prendi due paghi uno? Cosa farete, voi giovani, che cosa farete adesso? Che cosa farete adesso...

-Non lo so, signore, non so cosa accadrà. Ma rimaniamo qui stasera, godiamo del rosso del tramonto e poi aspettiamo il buio.
Non ci venderanno le stelle, stanotte.







-Nicolò Di Bernardo-

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L'educazione è d'obbligo, l'allegria la benvenuta


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