Una Lettera.

martedì 31 agosto 2010




Egregia Signora Stephenie Meyer,
 
le scrivo per metterla al corrente delle spiacevoli circostanze in cui mi ritrovo io, come immagino anche le centinaia di migliaia di miei colleghi ed esimi collaboratori con cui ho il piacere di praticare la mia professione da secoli.
Ma partiamo dall'inizio.
Da molto tempo rispondo al nome di Conte di Punteruolo sul Fiume, magnifico e possente centro di commercio conosciuto in tutta Europa sin dal Medioevo per l'abbondante produzione di Olio di semi di mela. Mi dicono sia stato recentemente inglobato da una piccola ed insignificante cittaducola di nome Firenze.
Attuale professione nonchè status civile, vampiro.
Circa una settimana fa mi destai dal mio profondo sonno, svegliato da Giuseppino, il figlio della vicina di casa, che a soli 8 anni già ascolta e suona quella musica lì, il Metal, a tutto volume. Si dà il caso che appunto lo scantinato del mio castello sia adiacente alla cantina in cui prova con la sua banda, e non nascondo che tutto quel fragore mi abbia spaventato non poco, ma sempre meglio quel Metal che il coro della chiesa di Punteruolo sul Fiume, non trova? Che paura che mi presi, all'epoca.

In ogni caso il Metal fu una vera e propria fortuna, perchè avevo dormito per ben 20 anni, e chissà quanto avrei continuato altrimenti! Colpa della sveglia che comprai prima di prepararmi per il sonno, che aveva le pile scariche. Vatti a fidare di queste tecnologie. Contrariamente a quanto si pensa, noi vampiri sudiamo eccome, e dormire vent'anni in una bara non è esattamente il massimo dell'igiene, così mi detti una leggera rinfrescatina, diedi una stirata alla camicia e al mantello, mi sistemai i capelli con la brillantina, mi lavai accuratamente i canini e uscii dalla finestra del castello bello spavaldo, pronto a fare 'la mia porca figura', come si dice adesso.

Mi dilettai con una breve passeggiatina lungo la strada principale per sgranchirmi un po' le gambe, dopodichè mi misi in cerca della mia preda. Presi un taxi per farmi portare in una delle piccole ed insignificanti piazzette di Firenze. La modernità dell'autovettura come di tutto quello che potei vedere da dietro il finestrino mi stupì alquanto, ma in fondo sono abituato da sempre all'idea che dopo sonni troppo lunghi sia facile ritrovare un mondo diverso. In realtà, questo era niente in confronto a quello che mi avrebbe aspettato.

Mi feci portare alla discoteca più vicina, usuale centro di ritrovo per i giovani ma soprattutto LE giovani pulzelle appetitose, convinsi il tassita a farsi pagare a peso d'oro grazie alla mia loquela che probabilmente gli suggeriva il mio sangue blu, e cercai di entrare nella discoteca. Mi stupii nello scoprire che tutto era progredito fuorchè la musica, che anzi sembrava essere ritornata alle prime rudimentali percussioni create con ossa e cranei vuoti, ma evidentemente la qualità della musica era direttamente proporzionale ai centimetri di stoffa indossati dalle ragazzine, il che mi piacque.

Riscontrai qualche problema all'ingresso, probabilmente perchè la camicia col pizzo non va più tanto di moda, ma anche fuori dal locale non fu difficile trovare la prima vittima. Camminava a passo svelto dall'altra parte della strada, lontano dalle luci delle insegne al neon, lontano da testimoni. Parlava al telefono. Mi avvicinai di soppiatto. Sentivo l'odore del sangue, finalmente.
Dopo 20 anni di digiuno, c'era lì quello che per voi potrebbe essere un panino tonno e pomodoro, o una pizza fumante.
La pizza era lì, e parlava al telefono voltandomi le spalle.
Così, spalancai le mascelle e mi avvicinai piano, ma quella si girò, e gridò. Era un grido acutissimo, come una sirena d'allarme anzi no, peggio. Ecco, è finita pensavo, e invece no, magari fosse finita lì. La ragazza cominciò a saltare sul posto strepitando, poi esclamò:
-Ma tu sei un vampiro!
-Sì. Ora però taci..
-Un vampiro vero?
-Sì, un vampiro vero.
La ragazza strepitò di nuovo, così dovetti metterle una mano davanti alla bocca, finchè non si divincolò e aggiunse agitata:
-Come quelli di Tuailaigt?? Oddio che fico! Io ti amo!
E, cosa incredibile, si avvicinò al mio collo, premette denti e labbra e mi stampò un succhiotto gigante sul collo.
Un succhiotto. A me! Un vampiro!
Colto di sorpresa mi trasformai in pipistrello, come sapete benissimo sappiamo fare, costretto però a lasciare a terra la mia bella camicia, la mia mantella, le mie scarpe in cuoio pregiato...erano rimaste lì, per strada, tra le mani della ragazzina che chiamava gridando le amiche, che le odorava (camicia e mantella, fortunatamente le scarpe no), che se le infilava nella borsetta.

Ecco, signora Meyer, che cosa mi è successo una settimana fa, e pensi che ho ancora il segno del succhiotto.
Uso la sciarpa di lana, ma i colleghi mi prendono in giro perchè siamo in Agosto. Ridono loro, ma so che soffrono la mia stessa miseria. Se non portano la sciarpa oggi, la porteranno domani.

Perciò le chiedo, in questi momenti di crisi in cui per i Babau è sempre più difficile impressionare i bambini, in cui l'uomo nero è latitante perchè senza permesso di soggiorno, perchè venire ad infangare anche la nostra categoria di professionisti, col suo libro?
No dico, anni e anni di fatiche, di agli e paletti di frassino evitati, di colli addentati, di giornate passate in una cassa da morto ad annoiarsi (mica avevamo la Playstation nel medioevo sa?) per ritrovarsi con un succhiotto grosso come un mandarino, e mandrie di ragazzine con l'ormone impazzito che chiedono di avere un'ora d'amore con un vampiro vero?
Comodo, penserà, ora abbiamo tutte le vittime che vogliamo! Ma diamine, dovrebbero essere loro le vittime, non noi. E oltretutto, come vampiro tengo molto alla mia dignità, o a quel che ne resta.
Tutto per un libro, poi!
L'ho letto sa, Tuailaigt!
Ma non le scrivo per farle di questo una colpa, lei è giovane (oddio forse non tanto), avrà la possibilità di rifarsi con tantissimi altri libri (ma magari no).
Soltanto, la prossima volta, ci pensi prima di far lavorare così la fantasia. Perchè magari, dietro a qualche storiella d'amore dello spessore di un foglio A4, c'è della gente che poi ci rimette, professionalmente ma anche nell'orgoglio.
Ha mai visto un vampiro piangere? L'ha mai visto?



Beh, immagino di no, perchè noi vampiri non piangiamo. Ci arrabbiamo.
Sono circa 5 anni che pubblica quei libri, molto meno tempo che sono così popolari. Lo saprà bene, sono arrivati in tutto il mondo!
Sa, ho letto su Wikipedia che un pipistrello di apertura alare media viaggia all'incirca tra i 20 e i 50 chilometri orari.
Quanto tempo pensa di avere?

La ringrazio per la cortese attenzione.

Un morso sul collo,



Esimio Conte di Punteruolo sul Fiume.






-Nicolò Di Bernardo-

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