L'Altissimo e il Bassissimo.

venerdì 28 gennaio 2011


Era un'ordinaria giornata nuvolosa in Paradiso, ma nuvolosa sotto i piedi: sulle teste dei Santi invece il Sole risplendeva della solita divina (e cocente) luce, affaticandoli non poco.
Immersi nella routine quotidiana, San Pietro e tutti gli stimabili colleghi continuavano il loro eterno incarico di smistamento anime, seduti al solito bancone con carta da bollo, timbri e soprattutto con i bollettini che la Santa Sede continuava ad inviargli da secoli con ostinazione, nella speranza di rendere l'eterna beatitudine una merce di consumo alla pari degli spazzolini elettrici e le olive denocciolate.
La coda di anime in attesa sembrava non avere fine, tanto che riusciva quasi a battere quella delle Poste il Mercoledì mattina (ma "quasi", altrimenti molti martiri avrebbero probabilmente cambiato lavoro).
Era sempre il solito tam-tam: ai buoni un timbro verde e permesso di soggiorno, ai cattivi un timbro rosso e giù tra le fiamme, a chi si salvava in calcio d'angolo invece un timbro nero e via nel Purgatorio a scontare un po' di peccatelli, che il lavoro nobilita l'animo.
Quel giorno però, giunse al loro cospetto un uomo piccolo piccolo, vestito elegante e con un sorriso a 35 denti (tre se li era fatti mettere apposta). Un uomo da bene insomma.