L'Abbraccio.

domenica 13 febbraio 2011








C'era una volta, l'uomo.
Così lui avrebbe iniziato a scrivere il grande libro del mondo e anzi, se avesse potuto avrebbe fatto qualcosa di più, ad esempio "L'uomo c'era una volta". Ma tutto sommato la storia era sempre la stessa, così come rimaneva lo stesso lui, il miglior attore protagonista e non protagonista, regia di se stesso, produttore e anche colonna sonora.
In fondo tutto era stato creato per lui, era tutto un dono di Dio -il suo-: il vento serviva a rinfrescarlo, l'acqua a lavarlo, la pietra a costruirgli case, l'animale ad essere mangiato e il fuoco a cuocere bene le sue carni -quelle dell'animale si intende, ma di lì a poco anche quelle dell'uomo pensante-.
Il legno era per essere bruciato.
Curioso materiale il legno, forse il dono di Dio più grande di tutti dopo il fuoco e la besciamella -quest'ultima rubata dal cielo, come dice il mito-. Era versatile, come un telecomando universale dalle mille funzioni; e l'uomo, piccolo bambino montato a fatica sulla poltrona, avrebbe presto imparato a schiacciarne tutti i tasti: il legno era fiaccola, bastone, zattera, capanna, flauto, poi falò, arco, nave, baita, carta. Mai albero.
Lascereste mai soli un bambino e il vostro telecomando universale?
Troppo tardi.