Il Superghiaccio.

giovedì 26 maggio 2011






Mi chiamo Francesco Giannoni ed ho 65 anni. Supereroe.
Supereroe di Geloghiott ovviamente. Una sperduta nazione straniera? Una città pervasa da moltitudini di forze maligne? Ma come, mi vuol dire che non ha mai sentito parlare della Geloghiott? La marca di gelati, quella lì. Quella che c'è anche la pubblicità che fa "Sconfiggi una volta per tutte il caldo con Superghiaccio di Geloghiott!" e c'è una ragazza in bikini con due bocce così sulla spiaggia che all'improvviso si lecca il Superghiaccio e parte la musichetta "Sai che faccio? Sai che faccio? Io mi faccio un Superghiaccio!" e arriva un megafusto e la spiaggia diventa tutta una tundra boreale, freddissima. Che poi io mi chiedo: com'è che d'estate invogliano le pubblicità col ghiaccio e gli orsi polari, e d'inverno quelle con le palme e i cammelli che si accoppiano?

Comunque: non sono mica sempre stato il supereroe della Geloghiott, sa? Io ero un supereroe vero.
Aisman, non so se si ricorda.
Che in realtà è buffo, perché all'inizio io avevo pensato ad Iceman, che vuol dire Uomo Ghiaccio (ma in inglese è molto più bello), solo che quando l'ho detto al Brizzolati, che è il nostro anziano sarto di fiducia, che così mi faceva la tuta su misura, lui mica l'ha capito come andava scritto. Tanto caro il signor Brizzolati, ma l'inglese proprio non gli andava giù.
In ogni caso, a nessun cittadino importava cos'avessi scritto sul petto, ma che ci fossi proprio io, a vigilare sulla sua città. Poi AISMAN era bello grosso ma non lo leggeva nessuno, perché correvo troppo veloce. Lo vedevano soltanto i criminali, e non facevano in tempo a dire "Ma non si scrive 'ICE'?" che subito finivano tramortiti con un bel montante. Si svegliavano in prigione, con la vista annebbiata e molta confusione sulla lingua inglese.